Anoressia

datePosted on 08:46, agosto 28th, 2011 by admin

L’ANORESSIA nervosa è principalmente caratterizzata dall’ostinata ricerca della magrezza e dall’intensa paura di ingrassare. La persona persegue così fortemente il dimagrimento da smarrire dopo del tempo la capacità di valutare oggettivamente il suo preoccupante aspetto fisico.

Dimagrire diventa dunque l’unico obbiettivo ed interesse, ricercato attraverso l’attività fisica, il digiuno, il salto dei pasti. 

 

Alla base di tale atteggiamento vi è malessere psicologico; in particolare ribellione, attrito con i genitori o altre figure affettive vicine, crisi di identità, ansia diffusa.

 

Dunque le manifestazioni essenziali dell’Anoressia Nervosa sono:

- rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale,

- intenso timore di acquistare peso,

- presenza di una alterazione dell’immagine corporea per ciò che riguarda forma e dimensioni corporee. 

 

Inoltre nel periodo post-puberale, vi è amenorrea, ovvero l’assenza del normale ciclo mestruale.
La persona mantiene dunque un peso corporeo al di sotto di quello minimo normale per l’età e l’altezza.  

Quando l’Anoressia Nervosa si manifesta nella fanciullezza o nella prima adolescenza, può esserci incapacità di raggiungere il peso previsto (es. durante il periodo della crescita in altezza) piuttosto che perdita di peso. 

Può esser considerato sottopeso un individuo con un peso corporeo al di sotto dell’85% del peso normale per età ed altezza (e questo viene calcolato in riferimento alle tabelle utilizzate dalle Compagnie di Assicurazione per le polizze sulla vita o in riferimento ai diagrammi di crescita pediatrici). In alternativa è possibile fare riferimento all’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index, BMI, calcolato come rapporto tra peso in chilogrammi e quadrato dell’altezza espressa in metri), ponendo come limite minimo un BMI minore od uguale a 17,5 Kg/m. Questi dati non sono però totalmente indicativi poiché non è possibile determinare un peso minimo adeguato standard applicabile a tutti i soggetti di pari età ed altezza. È infatti importante valutare anche la costituzione e la storia anamnestica del peso corporeo di ogni singolo individuo nello stabilire un peso minimo normale.

La perdita di peso è primariamente ottenuta tramite la riduzione della quantità totale di cibo assunta. Sebbene la restrizione calorica possa essere inizialmente limitata all’esclusione di cibi considerati ipercalorici, nella maggior parte dei casi questi soggetti finiscono per avere una alimentazione rigidamente limitata a poche categorie di cibi. In aggiunta possono essere messe in atto condotte di eliminazione, ad esempio vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi e diuretici, o la pratica eccessiva di attività fisica allo scopo di perdere peso.L’intensa paura di “diventare grassi”, presente nei soggetti con questo disturbo, non è solitamente mitigata dal decremento del peso. Anzi, in molti casi la preoccupazione per il peso corporeo aumenta parallelamente alla perdita reale di peso.
La percezione ed il valore attribuiti all’aspetto fisico ed al peso corporeo risultano distorti in questi soggetti. Alcuni si sentono grassi in riferimento alla totalità del loro corpo, altri pur ammettendo la propria magrezza, percepiscono come “troppo grasse” alcune parti del corpo, in genere l’addome, i glutei, le cosce. Possono essere adottate le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporei, come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come “grasse”. 

 

Nei soggetti con Anoressia Nervosa i livelli di Autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo. La perdita di peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina, mentre l’incremento ponderale viene esperito come una inaccettabile perdita delle capacità di controllo.Sebbene alcuni possano rendersi conto della propria magrezza, tipicamente i soggetti con questo disturbo negano le gravi conseguenze sul piano della salute fisica dovute al loro stato di emaciazione.

 
L’amenorrea presente nei soggetti di sesso femminile in fase post-puberale con Anoressia Nervosa (legata a livelli patologicamente bassi di estrogeni circolanti dovuti ad una diminuita secrezione di ormoni FSH ed LH ipofisari) è la spia di una disfunzione endocrina. L’Amenorrea fa solitamente seguito al calo ponderale, ma, in una minoranza di soggetti, può precederlo. In epoca pre-puberale, il disturbo può condurre ad un ritardo della comparsa del ciclo.Il soggetto generalmente giunge all’osservazione medica, sotto pressione dei familiari, quando la perdita di peso (o l’incapacità di acquistarlo) si fa marcata. Se è il soggetto stesso a ricercare un aiuto professionale, di solito questo avviene per il disagio relativo alle conseguenze somatiche e psicologiche del disturbo; raramente gli individui con Anoressia Nervosa appaiono preoccupati per il dimagrimento di per sé. Spesso infatti manca la consapevolezza di malattia, oppure questa viene fermamente negata, cosicché gli individui con Anoressia Nervosa sono inaffidabili anche per la semplice raccolta anamnestica. È quindi necessario raccogliere informazioni o notizie dai familiari o da altre persone per valutare la reale entità della perdita di peso e le altre manifestazioni del disturbo

Quando sono marcatamente sottopeso, molti individui con Anoressia Nervosa possono presentare sintomi depressivi, come umore depresso, ritiro sociale, irritabilità, insonnia, e diminuito interesse sessuale. Va sottolineato però che molti dei sintomi depressivi presenti in questi individui possono essere secondari alle carenze alimentari ed alla perdita di peso. L’eventuale presenza di un Disturbo dell’Umore associato deve quindi essere valutata dopo il parziale o totale recupero del peso corporeo. Sono inoltre spesso presenti marcati sintomi ossessivo-compulsivi, relativi o meno al rapporto con il cibo: molti dei soggetti con Anoressia Nervosa presentano infatti idee fisse sul cibo, alcuni collezionano ricette od ammassano cibarie.  

 

Lo studio delle modalità di comportamento associate ad altre forme di inedia suggerisce come ossessioni e compulsioni incentrate sul cibo possano essere causate o esacerbate dalla denutrizione. Quando, in un soggetto con Anoressia Nervosa, sono presenti ossessioni e compulsioni estranee al tema del cibo, della forma fisica o del peso, può essere giustificato pensare ad un Disturbo Ossessivo-Compulsivo.Altre manifestazioni che talora si associano all’Anoressia Nervosa sono: disagio nel mangiare in pubblico, sentimenti di inadeguatezza, bisogno di tenere sotto controllo l’ambiente circostante, rigidità mentale, ridotta spontaneità nei rapporti interpersonali, iniziativa ed espressività emotiva eccessivamente represse, tendenza a problemi di controllo degli impulsi, abuso di alcoolici o di altre sostanze, labilità emotiva.

 

Molti segni e sintomi dell’Anoressia Nervosa sono connessi alla estrema denutrizione. Oltre all’amenorrea, i soggetti possono lamentare;

- stipsi

- dolori addominali

- intolleranza al freddo

- letargia o eccesso di energia.

 

Possono essere presenti marcata ipotensione, ipotermia e secchezza della cute. Alcuni individui sviluppano “lanugo”, una fine e soffice peluria, sul tronco. Molti soggetti con Anoressia Nervosa presentano bradicardia, alcuni hanno edemi periferici, più frequenti al momento del recupero del peso o alla sospensione dell’assunzione di lassativi e diuretici. Raramente petecchie alle estremità possono indicare una diatesi emorragica. In alcuni si evidenzia una colorazione gialla della cute associata ad ipercarotenemia. Può essere presente ipertrofia delle ghiandole salivari, principalmente delle parotidi. I soggetti che si dedicano alla pratica del vomito autoindotto possono manifestare erosioni dello smalto dentale, e cicatrici o callosità sul dorso delle mani, provocate dallo sfregamento contro l’arcata dentaria nel tentativo di provocare il vomito.L’Anoressia Nervosa raramente insorge prima della pubertà, ma sembra comunque che, nei casi ad esordio in epoca prepuberale, il quadro clinico sia più grave per i disturbi mentali associati. Più del 90% dei casi di Anoressia Nervosa si sviluppano nel sesso femminile.

L’evoluzione e gli esiti dell’Anoressia Nervosa sono estremamente variabili; in alcuni casi, ad un episodio di Anoressia Nervosa fa seguito una completa remissione; in altri casi, fasi di remissione, con recupero del peso corporeo, si alternano a fasi di riacutizzazione. 

 

Altri ancora presentano un’evoluzione cronica, con progressivo deterioramento nel corso degli anni. Può rendersi necessario il ricovero in ambiente ospedaliero per il ripristino del peso corporeo o la correzione di squilibri elettrolitici.

Il decesso si verifica in genere in rapporto alla denutrizione, agli squilibri elettrolitici e/o al suicidio.

 

Una importante Associazioe che si Occupa di Anoressia e Bulimia è l’ “ABA” di cui questo è il sito:

 http://www.bulimianoressia.it/

 

L’ABA, Associazione senza fini di lucro, è impegnata dal 1991 nel campo della prevenzione, informazione e ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disturbi alimentari. Presente in 16 città italiane, l’ABA rappresenta la prima struttura in Italia che lavora per ridurre la distanza tra le persone che soffrono di questi disagi – e che spesso rifiutano ogni forma di aiuto – e le strutture specifiche deputate alla cura.
L’ABA si avvale della consulenza di psicologi e psicoterapeuti specializzati nel trattamento dei disordini alimentari. Nei Centri ABA è presente anche uno spazio consultoriale per i familiari.
E’ stata inoltre riconosciuta da numerose Università italiane come sede per lo svolgimento del tirocinio post-lauream in psicologia.
Dal 1996, sotto l’Alto Patrocinio del Ministero dell’Istruzione, l’ABA è impegnata in un progetto di informazione e prevenzione dei disordini alimentari indirizzato a studenti, genitori ed operatori delle scuole elementari, medie e superiori di tutto il territorio italiano.

HAI BISOGNO DI AIUTO?
Se credi di avere un problema con il cibo sappi, per prima cosa, che non sei solo.In Italia circa 3 milioni di persone soffrono di disordini alimentari. Anoressia, bulimia ed obesità sono riconosciute come malattie sociali che colpiscono tutte le fasce di età e non riguardano più esclusivamente l’universo femminile, ma anche quello maschile.Le persone che soffrono di disordini alimentari sono imprigionate in un dolore che gli altri difficilmente vedono e comprendono.
Il pensiero ossessivo del cibo arreda la mente proteggendola da un’invasione di emozioni come la rabbia, la paura e il desiderio, davanti alle quali ci si sente fragili e vulnerabili. L’ossessione del cibo, del corpo e del peso instaura una dipendenza, per uscire dalla quale è necessario un aiuto specialistico.Forse hai già intrapreso altri percorsi di cura, hai ricevuto i pareri di medici, dietologi e psicologi, senza ottenere, tuttavia, l’aiuto che speravi.Chi viene all’ABA si arrende ad un’evidenza : “Ho male dentro. Non ce la faccio più!” e porta come un pacco la sua sofferenza, consegnandola a qualcuno che si pone in una posizione di accoglimento e di ascolto.Per informazioni ed aiuto, scrivi ad info@bulimianoressia.it o chiama il Numero Verde ABA 800.16.56.16

FAMILIARI ED AMICI: COSA FARE?
I familiari, i fidanzati e gli amici come possono aiutare una persona cara che soffre di disordini alimentari? E cosa non fare?Per prima cosa non bisogna concentrare la propria attenzione sul cibo, sul corpo e sul peso. I disordini alimentari non sono una malattia dell’appetito, bensì una malattia dell’amore e della comunicazione. E’ utile, quindi cercare di dare spazio alla parola, al dialogo e all’ascolto, non colpevolizzando e non sentendosi in colpa.E’ importante non negare il problema del proprio caro ed aiutarlo a capire che deve chiedere aiuto ed accettare che, anche tutto l’affetto possibile non può sostituire l’aiuto di uno specialista.
In ABA esiste uno spazio consultoriale per familiari ed amici, dove è possibile portare le proprie difficoltà e sofferenze.  

Il dramma familiare
I disturbi alimentari sono malattie che creano all’interno della famiglia un grave e doloroso disorientamento che spesso alimenta un circuito emotivo fatto di paure, rabbia, preoccupazioni, senso di colpa e solitudine. I genitori non capiscono e non si sentono capiti. Il loro dolore, il loro dramma rischia di rimanere chiuso tra le pareti domestiche, attivando dinamiche intrafamiliari spesso colpevolizzanti, collusive e di rinforzo del sintomo stesso.

Anoressia, bulimia ed obesità sono malattie gravi che pongono drammaticamente i genitori di fronte all’evidenza di una sofferenza esibita attraverso il corpo e attraverso una serie di comportamenti difficili da comprendere e gestire. Una sofferenza che tocca ciascuna famiglia nella sua specificità e ciascuno dei suoi membri nella sua particolarità: uno per uno. Sarebbe semplicistico dire che una famiglia è malata, sarebbe come accettare che la famiglia è un tutt’uno, senza le particolarità di ciascuno, senza la sua specificità.

L’intervento ABA con la famiglia
Di fronte ad anoressia, bulimia e obesità i familiari sono confusi, disorientati e si sentono spesso impotenti.
Si pongono domande come:
- nostra figlia passa ore in bagno. Vomita. cosa possiamo fare?
- nostra figlia sottrae di nascosto il cibo dal frigorifero, è giusto mettere il cibo sotto chiave?
- nostra figlia non mangia, ha perso visibilmente peso, ma lo nega. Come dobbiamo comportarci?
Per questa ragione l’ABA, fin dall’inizio della sua attività, ha pensato di istituire uno spazio di ascolto e di intervento terapeutico rivolto ai familiari, convinta della centralità del lavoro con i genitori, sia come trattamento preliminare alla cura dei propri figli, sia come coadiuvante della terapia rivolta agli stessi.
Il trattamento ABA della famiglia, orientato da una prospettiva psicoanalitica, si rivolge dunque ai genitori come ai SOGGETTI portatori di una propria richiesta di aiuto e di uno specifico sapere sul proprio figlio. Un sapere che se accolto, può essere messo al lavoro in sintonia, in alleanza con l’ascolto di un terapeuta. La logica del trattamento ABA con i genitori non risponde né a un criterio correttivo del sistema familiare, né pedagogico, ma orientato a spostare l’attenzione e gli interventi dei genitori dal “cibo” alla sofferenza interna al proprio figlio.
L’obiettivo del consultorio famigliare ABA è dunque quello di offrire uno spazio di prima accoglienza della richiesta di aiuto dei genitori per portarli a capire che un figlio malato è innanzitutto un soggetto che ha da dire qualcosa che non riesce o non può più esprimere.
L’approccio ABA prevede sia l’offerta di spazi di consultazione e di sostegno alla famiglia, sia proposte di trattamento psicoterapico, individuali, di coppia e di gruppo.

IL PERCORSO DI CURA
L’anoressia, la bulimia e l’obesità sono disturbi che celano un profondo disagio interiore. Per tale ragione è fondamentale affrontare queste patologie attraverso un percorso di cura che porti la persona a comprendere le ragioni della propria sofferenza.L’approccio utilizzato per la cura dei disturbi alimentari nei centri ABA è la psicoterapia.Il trattamento prevede una prima fase di colloqui preliminari con uno psicologo, che hanno una funzione conoscitiva e diagnostica, a cui segue la fase terapeutica vera e propria che puo’ essere svolta sia con un trattamento individuale sia con un trattamento in gruppi di pazienti condotti da uno psicoterapeuta.
 

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I COLLOQUI PRELIMINARI
Rappresenta un primo spazio di ascolto della sofferenza al fine di individuare il percorso di cura più adatto.


TERAPIA DI GRUPPO


TERAPIA INDIVIDUALE

       
 
Il trattamento nei gruppi monosintomatici costituisce l’approccio privilegiato dall’ABA, che rappresenta la prima realtà in Italia ad aver utilizzato la tecnica psicoanalitica nella cura dell’anoressia e bulimia.Oltre alle persone direttamente colpite dal disagio anoressico-bulimico il centro offre uno spazio di ascolto e di trattamento anche ai loro genitoriL’efficacia del trattamento è strettamente legata al costante lavoro di équipe ed alle riunioni settimanali dei terapeuti in cui vengono analizzati i casi clinici.I terapeuti che operano nei centri ABA sono professionisti specializzati nel trattamento dei disturbi alimentari, formati dall’ABA e costantemente aggiornati.

Un cordiale saluto per te

Dott. Rolando Tavolieri

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